Sindrome da ADHD

e Laboratori

 

15 luglio 2006

    

    

  PEDAGOGIA: SINDROME DA ADHD E LABORATORI

 

di Sonia Pagliarino, pedagogista

 

 

Sempre più spesso sentiamo parlare di “Sindrome da ADHD” (Sindrome da disattenzione e iperattività) e mi chiedo se in realtà non siamo di fronte ad una facile interpretazione del comportamento umano.

Forse siamo in presenza di una semplice “evoluzione” della nostra specie, con nuove generazioni diverse, sempre più attive e presenti nel mondo adulto sin dalla tenera età.

Sicuramente ogni cambiamento crea perplessità, ma non credo si tratti di ADHD…

 

Premessa questa breve riflessione, credo che in presenza di bambini iperattivi si potrebbero studiare nuovi approcci pedagogici che possono in qualche modo sostituire il facile uso (e direi anche abuso, visto le tendenze) del farmaco a favore di metodi meno invasivi.

Vi è la tendenza  ad etichettare il bambino come affetto da tale patologia e, come per tutte le altre, viene somministrata la pillola miracolosa che risolve ogni problema…è una tendenza pericolosa.

Credo che la pedagogia possa offrire grandi contributi in questo ambito, grazie alla sua natura e alle sue potenzialità  educative.

Credo anche che sia il momento di demandare alla pedagogia ciò che le appartiene ossia l’intervento educativo in situazioni diversificate, compresi i disagi più o meno manifesti del genere umano.

 

I laboratori didattici rappresentano ad esempio uno strumento di lavoro molto valido per le  caratteristiche innate, funzionali alle esigenze educative di coloro che si trovano di fronte a bambini iperattivi, molto vivaci, che accettano con difficoltà le rigide regole scolastiche.

Ciò che per alcuni bambini è una semplice regola come stare seduti al banco, tenere in ordine le proprie cose, mettersi in fila per andare in cortile, ecc… diventa inverosimile per coloro i quali non riconoscono tali comportamenti come norme da rispettare. A volte non basta spiegarlo e, oltre alla stretta collaborazione tra casa e scuola, che dovrebbe essere garantita ma che spesso viene a mancare, esistono delle diversità caratteriali, temperamentali, strutturali, che generano molteplici e diversificati comportamenti.

Attraverso un laboratorio abbiamo la possibilità di inserire il bambino in un contesto educativo diverso da quello classico in aula.

Questo perché il laboratorio presenta alcune importanti peculiarità:

  1. le regole sono diverse e modificano completamente la percezione dell’attività da svolgere che assume caratteri più ludici e meno didattici;
  2. il bambino riconosciuto come iperattivo in classe, diventa spesso un creativo in laboratorio, in grado di esprimere attraverso un altro canale la propria personalità, facendo scoprire così delle sue caratteristiche latenti;
  3. il laboratorio è un mezzo di comunicazione:offre la possibilità di trovare nuovi linguaggi con cui esprimersi.

 

Quelle sopra elencate sono solo alcune proprietà pedagogiche dei laboratori, ma possiamo già comprenderne le potenzialità educative soprattutto in casi di disagio o difficoltà scolastiche di vario genere.

Credo che nell’ambito dei laboratori la pedagogia abbia ancora molto da fare e molto da offrire, per questo invito tutti gli “addetti ai lavori” ad una riflessione in merito, affinché la salute dei nostri bambini resti un diritto umano universale.

 

 

 

           

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